|
 |
4, rue du Pas de la Mule – 75003 Paris
tel. 01 42 78 42 81
25, rue Bonaparte – 75006 Paris
tel. 01 40 51 76 64 |
|
| Casa: www.peterhof.fr |
| |
La Porcellana - La Storia
''Ma quale sarà mai questa sostanza venuta dalla lontana Europa che evoca, per biancore e purezza, le nebbie ammaliatrici della nostra Siberia ?'' Questo è quanto si chiede lo Zar Pietro il Grande, affascinato dal candore madreperlaceo della porcellana, il cui segreto di fabricazione - gelosamente conservato - resiste alla sua curiosità. Egli tenta già dal 1718 di soprire il mistero, detenuto dai Sassoni, di quel che solevasi chiamare allora l’ « oro bianco ». Il successo riscontrato all’epoca in Europa dalla porcellana colpisce lo Zar, per il quale la modernizzazione della russia passa necessariamente per un processo di europeanizzazione. Egli stesso diventa gran consumatore de porcellana, tanto per l’uso quotidiano quanto per la decorazione delle sue reggie. Fino a quando non riuscirà a scoprire il segreto della miracolosa ricetta della porcellana, sarà costretto, per non venir meno al suo desiderio di rassomiglianza con le corti europee, a ricorrere all’importazione.
Sua moglie, la Zarina Caterina I e sua figlia la Zarina Elisabetta (1741-1761), dimostrano anch’esse uno spiccato interesse per la porcellana, trascinando tutta la corte al loro seguito. Lo zar tenta allora d’introdurre la fabbricazione della porcellana in Russia, affidando le prime ricerche in merito a Christoph Hunger che ottiene l’incarico, il 1 Febbraio 1744 di creare la prima manifattura di porcellana russa, chiamata Lomonosov. Nonstante lunghi tentativi, Hunger si dimostra tuttavia incapace di raggiungere il livello di qualità desiderato dalla corte e viene sostituito, nel 1746, da Dimitri Vinogradov. Due anni più tardi, sarà costetto all’esilio...
Il nuovo incaricato, diplomato in Scienze della Chimica, intraprende con ardore il compito assegnatoli. Egli orienta a lungo le sue ricerche verso l’ottenimento di una porcellana liscia, bianca, sottile e lucente. Nel 1750, vengono conseguiti i primi risultati incoraggianti : i colori verdi, azzurri e rossi sono prodotti i modo soddisfacente. Sei mesi dopo, l’imperatrice riceve per il suo compleanno una sontuosa tabacchiera di porcellana proveniente dalla sua manifattura personale. D’ora in avanti, i Russi sono in grado di produrre la propria « Porzlin », nobile materia ottenuta a caro prezzo e chiamata anche « Farfor » dalla metà del Settecento, termine che deriva da un titolo portato in lingua persiana dall’imperatore di Cina, donde la porcellana è originaria. Lanciati sulla via del successo, i Russi impiegheranno solo pochi anni per ottenere una porcellana di qualità pari a quella sassone. D’allora in poi, le ordinazioni si susseguono. Quanto a Dimitri Vinogradov, padre della porcellana russa, muore all’età di trentott’anni roso dall’aclol, probabilmente per via delle numerose critiche della zarina, a dir vero altrettanto incessanti e ripetute quanto le sue ordinazioni !
La porcellana russa spicca definitivamente il volo durante il regno di Caterina II, che conferirà il proprio nome al motivo decorativo russo tradizionale. Le celebri reggie di San Pietroburgo si adornano di maestosi servizi da tavola di porcellana arabescata, adoperati in occasione di fastose cene di gala che fungono da vere e proprie « vetrine » dell’arte di vivere russo agli occhi dell’Europa. Il figlio di Caterina II, Paolo I, perpetua il tradizionale interesse della famiglia regnante per la produzione della porcellana durante il suo breve regno (1796-1801). La manifattura continuerà a lavorare secondo le regole istituite da Vinogradov, le cui ricette rimangono tuttora alla base della odierna produzione di porcellana russa. Anche l’Ottocento recherà comunque la sua contribuzione, mediante le proprie produzioni artistiche. Lo Zar Alexander Pavlovic (....-....) è anch’egli appassionato dalla porcellana e non esita, per migliorarne la qualità, a far ricorso ai migliori scienziati ed artisti europei : Schultz, Schriber, Seiffer, provenienti dalla Manifattura Reale di Prussia, o Henri Adam e Denis Moreau, della Manifattura francese di Sèvres.
La Rivoluzione di Ottobre 1917 costringe la manifattura di Lomonosov all’arresto della produzione, privandola di materie prime. Il lavoro cessa gradualmente e la chiusura definitiva appare inevitabile quando, nel Marzo del ’18, vengono finalmente dati ordini per la ripresa di un’attività indirizzata a produrre la nuova porcellana « popolare » che dovrà dimostrare di esssere « rivoluzionare nello stile, perfetta nella forma ed esente di difetti nella fabbricazione ». Emerge così uno stile inedito, portatore degli stessi slogan che si possono leggere all’epoca sui manifesti della propaganda sovietica. Questo stile piace talmente ai dirigenti del regime che essi decidono di presentarne i più begli esemplari in occasione di esposizioni internazionali estere quali le Fiere Internazionali di Riga, di Elsinki, di Berlino o di Stoccolma. Il verdetto è palese : la porcellana russa ha definitivamente preso posto negli usi e costumi, non solo all’interno del paese ma anche all’estero e l’importante scelta presente alla Galleria Peterhof testimonia di questo interesse.
| |
|
| Copyright PETERHOF 2004-2009 |
|